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I cavalli di Monterufoli PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Marzo 2012 17:17

Situata al centro delle colline metallifere in una vasta e selvaggia area naturale si trova la più estesa riserva della Toscana: la riserva naturale Monterufoli – Caselli.

Quest’area , esclusivamente a carattere collinare tra i 100 ed i 500 metri sul livello del mare si estende per una superficie di circa 5000ha ,qui Vaste foreste e macchie ad alta naturalità e biodiversità, attraversate da una fitta rete di torrenti , determinano una delle zone wilderness di questa regione.

Tra terreni prevalentemente rocciosi dove le condizioni climatiche presentano inverni molto freddi e piovosi, con forti raffiche di vento ed estati molto calde, nascosti e protetti dalla tipica macchia mediterranea viveva e veniva allevata da tempo immemorabile una razza equina autoctona che prende il nome dalla tenuta stessa: il cavallino di MONTERUFOLI.

Testimonianze antiche raccontano come i grandi proprietari terrieri della maremma Pisana mantenessero, accanto al maremmano tradizionale allevato in pianura, un cavallino molto più ridotto di mole, ugualmente sobrio e robusto e ben adattato alle zone collinari e boschive: Il Monterufolino.

Caratteristiche fondamentali della razza sono la piccola mole, la grande frugalità e longevità e l’estrema rusticità, tanto da vivere tutto l’anno allo stato brado, Ha temperamento vivace ma docile, mantello morello o baio oscuro, un collo muscoloso con folta criniera , arti robusti e può raggiunge un’altezza al garrese di circa 140 cm.

Nell’alimentazione il monterufolino è molto legato ai tagli naturali del bosco che forniscono germogli freschi di cui va ghiotto.

Questo cavallo Secondo alcuni studi deriverebbe da una razza selvatica estinta che prendeva il nome di “RAZZA DI SELVENA”. Nel 1913, con l’acquisto da parte dei conti della Gherardesca della Tenuta di Monterufoli, ha inizio la storia del cavallino di Monterufoli.

Il lavoro vero e proprio di selezione di razza venne svolto dagli stessi conti della Gherardesca i quali allo stato brado nella tenuta trovarono circa 2000 esemplari di questi piccoli cavalli morelli, iniziarono così ad incrociare gli stessi con stalloni maremmani, tolfetani ed orientali al fine di migliorare la razza. Questa nuova razza , successivamente, si diffuse in gran parte del territorio toscano.

La tenuta aveva la sua mandria che riuniva una volta l’anno per la marcatura, la castrazione l’asta di vendita e la doma.

I cavallini aiutavano i boscaioli a smacchiare le seve attraverso gli stessi sentieri ed erano utilizzati da molte famiglie per il calesse e per i piccoli lavori nelle campagne.

Lo smembramento della tenuta, avvenuto nel 1956 e le successive trasformazioni del paesaggio e delle attività agricole con la meccanizzazione hanno minacciato questa razza fino a ridurla a pochi esemplari a rischio di estinzione.

Nel 1989 la comunità montana della Val di Cecina prese in custodia un nucleo di 11 cavallini di monterufoli per tentare di salvare la razza.

Nel 2008 in località Pomarance presso il centro ippico comunale Santa Barbara si è costituita l’associazione del Cavallino di Monterufoli, la quale ha l’intento di salvaguardare incrementare e far conoscere questa razza equina. Nel 2011 il comune di Pomarance ha adottato l’ultimo gruppo di fattrici che vivenao brade nella foresta di monterufoli e le ha affidate all’associazione per fare in modo che l’ultimo ceppo continui a vivere allo stato semibrado nella sua terra di origine.

L’associazione del cavallino di Monterufoli insieme all’Associazione Provinciale Allevatori, comune di Pomarance ed ad alcuni privati stanno facendo conoscere questa razza promuovendola e pubblicizzandola in fiere manifestazioni ed eventi ., per fare in modo di avere un numero sempre crescente di soggetti da poter utilizzare presso scuole e centri ippici, poiché questi cavallini , che esprimono una particolare attitudine per il tiro leggero e come pony da sella, rappresentano la proposta italiana per avvicinare i bambini all’equitazione.

Molte sono le discipline in cui viene attualmente utilizzato il monterufolino che grazie al suo carattere fiero ma docile, alle sue belle andature, al suo piede sicuro sta ottenendo ottimi risultati nel salto, nel dressage, negli attacchi, nel volteggio e nell’equitazione di campagna, dove si è dimostrato ottimo compagno di sport e di avventura.

Le origini:

Il Monterufolino è l'ultima falange della più numerosa varietà del pony di razza Selvena, ormai estintasi da diversi decenni.

Questa razza esisteva nelle aree collinari, boscose e lontane dal mare della Maremma Toscana e aveva ovvie e notevoli affinità con la razza dei cavalli maremmani.

Le prime notizie risalgono addirittura agli inizi dell'era volgare; col passare dei secoli la necessità di provvedere le zone più marginali, scoscese ed impervie, del tratto che da Pisa arriva a Grosseto, di un funzionale mezzo di trasporto, favorirono un crescente interesse per questa specie equina che ben si prestava allo sfruttamento delle magre risorse offerte dalla macchia mediterranea.

Il pony di Monterufoli godeva di grande reputazione per le sue doti di fondo, di sobrietà e di resistenza alla fatica anche nelle condizioni più disagevoli.

In particolare, per quanto riguarda i cavallini della tenuta di Monterufoli, leggiamo in un prezioso libriccino del Dr. Braccini, che i Gherardesca dedicarono particolari cure allo sviluppo di questa "razzetta" aumentando il numero delle fattrici che nel 1946 erano circa 100 e usando gli stalloni più appropriati per la fissazione della razza. Oltre a stalloni derivanti dalla selezione della mandria si provvede di tanto in tanto ad una immissione di nuovo sangue utilizzando cavalli arabi o maremmani (di preferenza Tolfetani più ridotti nelle dimensioni).

Il Monterufolino si caratterizza soprattutto per il mantello morello e l'altezza limitate a cm. 135-140. Ha una testa piuttosto pesante, incollatura corta e posteriori sovente vaccini.

Impiego:

Per le sue doti di sobrietà e resistenza alla fatica il Monterufolino veniva generalmente impiegato nei lavori di trasporto e di piccolo commercio, sia a sella che a basto, oppure attaccato al calessino.

Veniva acquistato di preferenza dai venditori ambulanti, dai lattaioli e dai modesti agricoltori nonché da appassionati della razza.

Riporta il Dr. Braccini che i migliori esemplari raggiungevano prezzi elevati. Oggi queste esigenze sono praticamente scomparse, però come si diceva più sopra, nuove opportunità sembrano nascere da un più diffuso interesse per la pratica dello sport equestre popolare.

Il Monterufolino è insieme al pony sardo della Giara l'unica alternativa nostrana alla costosa importazione dall'estero di cavallini di altezza limitata che si rivelano il miglior sistema per avvicinare i bambini allo sport dell'equitazione.

Per questo mi auguro che la razza Monterufolina possa essere ricostituita anche se, oggi come oggi, è ridotta a pochi esemplari. Così come mi auguro che i cavalli di Monterufoli tornino a popolare le loro colline d'origine, le colline di Monterufoli.

 

STORIA:

Il “Monterufolino” prende il nome dalla tenuta di Monterufoli nella quale era allevata da tempo immemorabile come in tutta la restante zona alto collinare della Maremma Tosco-Laziale. Testimonianze antiche raccontano come i grandi proprietari della Maremma Pisana mantenessero , accanto al maremmano puro allevato in pianura , un cavallino molto più ridotto di mole, ugualmente sobrio e robusto e ben adattato alle zone collinari e boschive. Il Monterufolino sembra derivare da una razza di cavalli estinti che prendeva il nome di “Razza di Selvena”. Nel 1913 i Conti della

Gherardesca acquistarono la Tenuta di Monterufoli,gli stessi Conti iniziarono il lavoro di selezione della razza,avendo a disposizione cavalli di piccola statura e dal mantello morello

o baio scuro, iniziarono ad incrociarli con stalloni Maremmani,

Tolfetani ed Orientali, al fine di migliorali....... Il Monterufolino

successivamente, si diffuse in gran parte del territorio Toscano ,

ma prevalentemente nelle province di Pisa, Grosseto e Livorno. Ilmassimo periodo della diffusione ed utilizzazione si aggira dagli anni '30 agli anni '60, quando veniva usato principalmente per

gli attacchi a carrozza ed agricoli e come cavallo da sella . I cavallini aiutavano i boscaioli a smacchiare le selve attraverso gli stretti sentieri ed erano utilizzati da molte famiglie per per i piccoli lavori nelle campagne o usato molto spesso dai commercianti, medici e fattori, perchè aveva una grande resistenza fisica. Dagli anni '60 , con l'arrivo della meccanizzazione il suo utilizzo andò sempre più diminuendo fino a scomparire, e non essendo più necessario nella vita quotidiana , della razza son rimasti solamente pochissimi soggetti; per questo è considerata RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE.

CARATTERISTICHE FISICHE

Le caratteristiche fondamentali di questa razza sono la piccola mole (altezza media al garrese del cavallo adulto cm 139 ).

Il cavallo Monterufolino presenta i seguenti caratteri tipici:

MANTELLO:
Morello o baio scuro

TESTA: un po’ lunga, a volte pesante

COLLO: corto, muscoloso, con folta criniera

GARRESE: mediamente pronunciato e ampio

SPALLA:
mediamente lunga e diritta

GROPPA:
larga,muscolosa, generalmente obliqua, con coda  attaccata bassa

TORACE:
Mediamente ampio e profondo

ARTI E ARTICOLAZIONI: forti, muscolosi, con spazzole

ZOCCOLI:
forti, con unghie compatte poiché vivendo in terreni duri e scoscesi l'unghia è diventata talmente dura da non necessitare della ferratura.

PARAMETRI BIOMETRICI:
Altezza al Garrese compresa tra 135 e 140 cm

CARATTERE e ATTITUDINI

Il monterufolino come qualsiasi altro cavallo è un animale sociale per natura, cerca la vicinanza dei suoi simili ed ha bisogno del contatto con altri esemplari della sua specie.

Il Monterufolino è un cavallo nevrile ma si lascia addestrare con facilità.

I cavallini di Monterufoli sono adatti per il servizio da sella, per il basto e per gli attacchi: essi sono sobri, resistenti, docilissimi e longevi: tutte doti che si richiedono per tali servizi .Essendo cavalli di estrema rusticità e vivendo tutto l’anno allo stato brado non necessitano di alcun ricovero,sono animali molto frugali abituati a nutrirsi di erbe spontanee, di arbusti e germogli della macchia mediterranea quindi risultano di facile mantenimento.

Si Adattano comunque molto bene alla vitra in box anche se preferiscono vivere in paddokj dove poter muoversi liberamente.

Al trotto essi raggiungono una discreta velocità, e il ritmo si mantiene costante, per notevoli percorsi rimangono briosi ed eleganti. Oggi il cavallo di Monterufoli si presta ottimamente come “cavallo ricreativo”, per il tiro di calessini o simili, oppure per uso da sella in maneggi soprattutto per principianti e bambini.

Infatti questo cavallino è già utilizzato in varie discipline equestri tra cui:Dressage Attacchi,Salto Ostacoli,Caroselli e spettacoli equestri,Pony Games , Horse Ball equitazione da campagna ed essendo un cavallo con un carattere docile ed affidabile viene utilizzato anche x ippoterapia e riabilitazione equestre.

SVILUPPO NELL'ALLEVAMENTO

Nel 2008 in località Pomarance,si è costituita L'associazione Cavallino di Monterufoli che opera nella salvaguardia della razza ed ha sede presso il Centro Ippico Comunale Santa Barbara a Pomarance. Nel 2011 il Comune di Pomarance ha adottato l'ultimo gruppo di fattrici che vivevano brade nella foresta di Monterufoli e le ha affidate all'associazione per fare in modo che l'ultimo ceppo continui a vivere allo stato semibrado nella sua terra di origine .L'Associazione Cavallino Di Monterufoli insieme all'Associazione Provinciale Allevatori,alla Comunità Montana, al Corpo Forestale Dello Stato , al Comune di Pomarance ed ad alcuni privati stanno facendo conoscere questa razza,promuovendola e pubblicizzandola anche in fiere importanti come fiera cavalli Verona;tutto questo per fare in modo di avere un numero sempre crescente di soggetti da poter utilizzare presso scuole o centri ippici che ne fanno richiesta poiché questi cavallini, che esprimono oggi una particolare attitudine per il tiro leggero e come pony da sella, rappresentano la proposta italiana per avvicinare i bambini all’equitazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RAcconti di vecchi allevatori

Quando, circa 10 anni fa, lasciammo Milano e ci trasferimmo, con armi, bagagli e.....cavalli in Toscana il caso volle che si trovasse casa proprio vicino a Monterufoli.

Allora avevamo come aiutante un vecchio vetturino, originario dell'Appennino Emiliano, ma ormai da lungo tempo trapiantato nella zona. Si era appena arrivati da qualche settimana che subito ci portò a Monterufoli per una merenda all'aperto; durante tutto il tempo del viaggio ci raccontò delle varie leggende legate alla località: una fonte d'acqua miracolosa che varie volte l'aveva guarito dagli acciacchi più disparati, le botti di vino che venivano rotolate giù dalle colline, la villa delle 100 stanze, ma sopratutto ci parlò dei cavalli che , fino a pochi anni prima, avevano popolato la macchia di Monterufoli.

Ci raccontò degli stalloni più famosi che aveva conosciuto, del loro carattere a volte piuttosto difficile e di come i contadini della zona avessero l'abitudine di lasciare scappare la loro cavalla nella macchia durante il periodo di calore per riprenderla poi gravida di uno di questi stalloni che erano normalmente riservati al branco ufficiale. Tutto questo era ormai finito già allora, però era ancora stampato nella memoria del nostro amico vetturino, così come, ne sono sicuro, lo sarà anche adesso nei ricordi delle persone più anziane che abitano intorno a Monterufoli.

E' un patrimonio comune che si è andato estinguendo, travolto dadi radicali cambiamenti verificatesi nelle aziende agricole e nei mezzi di trasporto che non hanno più giustificato la sopravvivenza "economica" dell'allevamento del cavallino di Monterufoli.

Oggi però le condizioni per una ripresa di interesse verso questo animale ci sarebbero nuovamente: infatti da alcuni anni sta entrando anche nella prassi italiana l'abitudine di far montare i ragazzini sui pony come pratica equestre propedeutica ed indispensabile per la diffusione popolare dell'equitazione.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Luglio 2016 08:44
 


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